Il dottor Enzo Martire racconta i suoi trent’anni di implantologia

Il dottor Enzo Martire racconta i suoi trent’anni d’implantologia dentale

 

 

Il dottor Enzo Martire racconta i suoi trent’anni d’implantologia dentale con top tecnico sullo stato dell’arte del carico immediato e oggi operante quale new entry della “Clinica Dentale Bava” sita in Napoli Viale Antonio Gramsci, 20. Telefono 081.188.216.46.

Dottor Enzo Martire: “Negli anni settanta fu girato un film ‘’ Viaggio allucinante’’ dove veniva miniaturizzato in modo ovviamente fantascientifico  un sottomarino con diverse persone a bordo, che poi veniva inserito in un vaso ematico di un paziente e attraverso il flusso sanguigno raggiungeva il cervello per poter rimuovere un trombo vasale.

Sono ormai più di trent’anni che mi occupo di implantologia dentale, e non siamo ancora arrivati nell’ambito della chirurgia generale, all’epoca dei sottomarini robotizzati  come nel film, ma oggi si è riusciti grazie alle nuove tecnologie e alla miniaturizzazione degli strumenti ad eseguire interventi mini invasivi e con un alto indice di successo nel campo dell’implantoprotesi.

Oggi sono sempre più ricorrenti i termini di chirurgia guidata, chirurgia computer assistita e carico immediato in implantologia orale. Parlerò di implantologia a carico immediato di cui mi occupo da quasi quindici anni.

L’implantologia a carico immediato nasce dalle esigenze del paziente di avere subito un’estetica e una funzione fin da subito. Questa è una procedura implantoprotesica con cui si fissa una protesi agli impianti in un tempo relativamente breve successivo all’inserimento degli impianti. Alcune metodiche prevedono di fissare la protesi nel giro delle 36-48 ore successive all’inserimento dell’impianto, personalmente eseguo l’applicazione della protesi nella stessa seduta chirurgica.

La progettazione della protesi a carico immediato prevede una diagnosi clinica, radiologica ed occlusale estremamente precisa ed attenta, infatti le condizioni che permettono tutto questo sono esattamente un volume ed una qualità delle creste ossee superiori all’ implantologia classica a due tempi e in fase chirurgica un’attenta scelta dei siti implantari laddove il torque d’inserimento (resistenza e quindi qualità dell’osso) è superiore ai 45-50 Ncm.

Successivamente alla scelta dei siti chirurgici da utilizzare, grazie alla grande disponibilità di componenti protesiche riusciamo ad applicare una protesi provvisoria in resina ed avvitarla su questi siti implantari. Da queste considerazioni si evince che non tutti i pazienti possono permettersi di sottoporsi ad un intervento di implantologia a carico immediato, bisogna infatti avere una stabilità primaria degli impianti dentali per assicurare il successo dell’intervento.

Personalmente ho coniato la formula 60-30-15, che non sono certamente misure anatomiche femminili, bensì la forza espressa in newton-centimetro  relativamente all’inserimento dell’impianto, all’avvitamento del MUA (multi unitabutment) e in ultimo all’avvitamento della protesi in resina sui MUA.

Attraverso questa formula riesco ogni due-tre settimane a svitare la protesi, valutare l’aspetto di guarigione delle mucose, detergere la protesi stessa ed inserirla nuovamente dopo aver steso un film di gel parodontale.

Da parte del paziente, in questa prima fase della durata di circa 30-45 giorni, si richiede una stretta collaborazione sia per quanto riguarda le abitudini alimentari (dieta cosiddetta al cucchiaio) ed un’accurata igiene orale domiciliare. Superata questa prima fase critica e dopo ovviamente un’ulteriore valutazione clinica-radiologica e d’impendenza acustica  si suggerisce al paziente di riprendere le normali abitudini alimentari gradualmente.

Allo stato attuale, questa metodica è l’unica che presenta un alto indice di predicibilità clinica (il successo si avvicina quasi al 100%) e la meno traumatizzante per il paziente.

Al termine del periodo che serve all’osteointegrazione degli impianti, seguirà la progettazione definitiva e finale del sistema protesico concordato col paziente :

  • toronto-bridge
  • protesi in metallo-ceramicada cementare
  • zirconio-ceramica.

Nonostante i progressi fatti il campo dell’implantologia è ancora aperto a ricevere suggerimenti e nuove tecnologie che serviranno quindi a rendere il rapporto paziente-implantologia più accettato e rassicurante”.

Dott. Enzo Martire

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