Trattamento del paziente diabetico e/o cardiopatico

Trattamento del paziente diabetico e/o cardiopatico

Per il dentista la valutazione del paziente con patologie sistemiche tende ad una diagnosi sommaria che ha la funzione di diminuire il rischio di complicanze provocate dall’intervento odontoiatrico e di programmare un piano di terapia adeguato alle condizioni generali del paziente.  A tale scopo si devono
comporre molteplici aspetti del problema: evidenziare il rischio medico proprio del paziente in base al tipo e gravità della patologia; verificare l’idoneità del paziente alla terapia ambulatoriale o la necessità di ricovero ospedaliero; quantificare il rischio potenziale dell’intervento odontoiatrico per
scegliere il piano di trattamento più corretto tra le varie alternative possibili; adottare le necessarie precauzioni per prevenire le emergenze mediche (tab.1). Gli schemi di valutazione sono stati concepiti come linee guida di rapida consultazione per un dentista di media preparazione e capacità che operi presso uno studio libero professionale. Nelle schede, accanto alle indicazioni di prevenzione inderogabili per ogni patologia, al fine di evitare complicazioni, sono state proposte anche le terapie dentistiche eseguibili, in rapporto alla quantificazione del rischio e le terapie sistemiche
da attuarsi nella eventualità di una emergenza medica.

Comunque nei singoli casi la decisione di intervenire o demandare a strutture ospedaliere rimane un giudizio appannaggio del singolo professionista che può variare in relazione a molteplici fattori soggettivi e oggettivi: tipo e gravità della patologia sistemica (stadiazione), gravità della complicazione prevedibile, entità dell’intervento odontoiatrico (invasività e trauma operatorio), preparazione ed esperienza dell’operatore, attrezzature disponibili e possibilità di un rapido accesso a strutture ospedaliere . Per facilitare l’applicazione estensiva nella pratica quotidiana, l’esame medico deve risultare di agevole esecuzione in modo da rispettare le esigenze di rapidità e sintesi senza intralciare inutilmente l’operatività clinica; deve essere inoltre adeguato alle competenze e possibilità diagnostiche del dentista. A tale scopo è utile adottare una metodica di indagine che permetta di: individuare i pazienti con patologie a rischio; graduare lo sforzo all’entità del rischio medico presente, cogliendo esclusivamente gli approfondimenti indispensabili al caso specifico. Un’anamnesi sommaria deve essere eseguita su tutti i pazienti per identificare i soggetti a rischio; a tal fine si può utilizzare un modulo prestampato con caratteristiche sovrapponibili alla scheda di individuazione; la sua compilazione può essere demandata al paziente con l’eventuale aiuto del personale parasanitario. Un rilievo negativo permette di escludere la maggior parte dei pazienti da successive indagini ed indica l’assenza di limitazioni sistemiche alla terapia odontoiatrica (tab. 4).
Invece, la presenza di riscontri patologici in questa prima fase obbliga il dentista ad approfondire le indagini per verificare e quantificare la presenza di un rischio medico che richieda variazioni del piano di trattamento utilizzando un modello simile alla scheda di approfondimento .
In questo caso l’anamnesi mirata deve essere svolta personalmente dal dentista attraverso un colloquio approfondito atto ad instaurare un ideale rapporto tra sanitario e paziente.
L’esame obiettivo è semplificato e si limita: all’aspetto generale; all’esame del capo e del collo; alla registrazione dei parametri vitali in condizioni di riposo ritenuti necessari a fornire un termine di raffronto in caso di emergenza.

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